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Le valli del Parco Naturale: oasi di natura incontaminata

 
Il Carè Alto domina dai suoi 3463 metri la Valle di S.Valentino e quella di Borzago: sullo sfondo il massiccio granitico dell’Adamello.

La Val Genova offre ineguagliabili gioielli naturali: le famose cascate di Nardis e di Lares.

La Val Nambrone sul versante della Presanella, si inerpica stretta e selvaggia fino ai meravigliosi laghi di Cornisello.

Sul versante che dà accesso ai campanili dolomitici del Brenta si trovano la Vallesinella, con le sue cascate d’acqua di rara bellezza, la silenziosa e intima Val Brenta e la Val Agola, con l’omonimo lago.

In queste valli crescono le stelle alpine insieme a fiori rarissimi dai profumi intensi e dai colori puri dell’arcobaleno. Volteggiano aquile, cervi e caprioli corrono liberi e talvolta anche l’orso lascia le sue tracce.

 

 

La Val Genova, nel Regno delle Streghe

 

Bella e selvaggia come poche, distesa in un angolo riservato del Trentino Occidentale, la Val di Genova - una laterale della Val Rendena - si addentra fino al cuore ghiacciato dell’Adamello, nascondendo nella sua meravigliosa natura storie antiche e un pizzico di magia.

Situata nel settore occidentale del Parco Naturale Adamello Brenta, con il suo profondo solco vallivo di origine glaciale percorso dal torrente Sarca di Genova, la valle definisce e separa i due massicci cristallini della Presanella a nord e dell’Adamello a sud.

Da Carisolo - il paese della Val Rendena posto a guardia della strada che sale a Madonna di Campiglio - la valle si inoltra in direzione est-ovest tra strette pareti e ripidi versanti coperti da fitti boschi di latifoglie e conifere. A quote maggiori la valle si fa più aperta per terminare, dopo 17 chilometri, nello spettacolare circo di pareti e ghiacciai che scendono nella piana di Bedole dalle vedrette del Mandron, della Lobbia e di Lares.

 

Le imponenti formazioni rocciose di natura cristallina, che si innalzano dal fondovalle e dalle distese dei ghiacciai, sono state teatro nella seconda metà del 1800 delle prime esplorazioni alpinistiche sulle montagne del Trentino.

Successivamente furono testimoni silenziosi delle vicende belliche della “Guerra bianca”, duramente combattuta da italiani e austriaci. Di questo triste avvenimento e delle sue agghiacciati vestigia i ghiacciai sono custodi riservati: il cannone pesante varie tonnellate che ancora oggi campeggia come un tremendo grido di guerra e un invito alla pace fu portato a spalle dai soldati sulla cima Cresta Croce (3313 m.t).

 

Un elemento di spicco nel paesaggio della Val Genova è costituito dalla ricchezza di acque. È una grande sinfonia fatta di rocce e acqua che precipita per decine di metri nelle fantastiche cascate del Lares e di Nardis.

In mountain bike si sale fino al cuore della valle, da dove si scende sulle rapide del fiume Sarca in uno scenario esclusivo ed imprevedibile fino all’imbocco con la Val Rendena.

 

Compare lupo, la Regina della coda, Zampa di gallo, Schiena di mulo, Barzola erano diavoli e streghe che abitavano in tempi remoti la valle più sperduta, impervia e selvaggia della Rendena: la Val Genova, appunto. Si dice, tra il serio e il faceto, che durante il Concilio di Trento le streghe di tutto il Principato Vescovile di Trento fossero state allontanate dalla città e confinate nella lontana Val Genova. Così raccontano le leggende tramandate nei caldi filò di un tempo, quando attorno al fuoco ci si incontrava, la sera, e si parlava, si inventavano le fole. Ma c’è chi, ancora oggi, sostiene che in quella valle, in quel punto preciso, in quell’ora particolare… beh è successo qualcosa di ben poco razionale…

 

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