Chiesa di San Vigilio

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Pinzolo

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Pinzolo, Chiesa di San Vigilio

 

interno della Chiesa di S.Vigilio, PinzoloLa Chiesa di S. Vigilio fu fondata nel 1362 e successivamente ampliata nel 1515, ha pianta rettangolare a 3 navate, con archi e volte a sesto acuto sorrette da colonne in granito.

La facciata medioevale è ricoperta da affreschi risalenti ad epoche diverse: il più importante e singolare per il tema trattato è sicuramente la ormai famosa “Danza Macabra” che ritroviamo anche all’esterno della Chiesa di Santo Stefano a Carisolo.   

Entrambi gli affreschi furono realizzati dal pittore Simone II Baschenis di Averaria che visse tra il 1490 e il 1555 ed è considerato il più grande e famoso dei numerosi pittori Baschenis, che affrescarono molte chiese del trentino tra la metà del 1400 e del 1500.

L’affresco di Pinzolo occupa una fascia alta più di 2 metri e larga più di 22. Come in tutte le Danze Macabre, anche in quella di Pinzolo, le immagini sono accompagnate da didascalie; nell’affresco di Pinzolo ai testi dialettali di tono popolare si aggiungono citazioni di carattere dotto in lingua latina o volgare: i primi sono ordinatamente disposti nella fascia orizzontale che corre sotto le figure, mentre le altre sono inserite in cartigli portati dagli stessi scheletri.

Diversamente da quanto avviene in molte Danze Macabre dell’area franco-germanica, qui le scritte non presentano la forma di dialogo tra morto e vivo, bensì quella di un monologo recitato solo dal morto  che invita il vivo ad entrare nel ballo.

 

Il Corteo della Danza Macabra inizia a sinistra, con la figura della Morte che suona la cornamusa: seduta su di una specie di trono, è incoronata a simbolo del suo assoluto dominio sull’umanità intera. Vi sono poi in successione 18 personaggi appartenenti alle diverse categorie religiose e sociali, tra i quali si notano un papa, un cardinale, un vescovo, un sacerdote, un frate, un imperatore, un re, una regina ed un duca. Ad un livello più basso della scala sociale si incontrano un medico, un guerriero, un ricco avaro, un giovane vanitoso, un mendicante, ed infine una monaca, una dama ed un bimbo. Ad ognuno di questi personaggi, accompagnati dal proprio scheletro, corrisponde una scritta in versi, dipinta sotto l’affresco.

A destra irrompe rapida e saettante la Morte – raffigurata da uno scheletro con la faretra piena di frecce – che cavalca un bianco cavallo alato che calpesta i cadaveri a terra. Nell’ultima parte della fascia si notano S. Michele Arcangelo e il Diavolo.

Tutto il dipinto rivela un’attenta cura nei particolari ed un’efficace varietà degli atteggiamenti e delle espressioni beffarde degli scheletri.  

 

Venne terminato nell’ottobre del 1539, ed unitamente agli affreschi che si possono vedere all’interno della chiesa di San Vigilio (sempre datati 1539), rappresenta nel suo insieme il maggior complesso pittorico di Simone II Baschenis di Averaria.

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