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La storia del Corno di Cavento

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Una cima, una grotta, una storia, un simbolo.

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I reperti bellici della grotta sul Cavento in mostra a Spiazzo.

Era attesa da tempo, a completamento di un percorso museale già ricchissima di storia, pensieri, riflessioni. Il riferimento è al Museo della Guerra bianca adamellina di Spiazzo che, a partire da quest’estate, presenta un nuovo allestimento che conduce il visitatore alla scoperta di quell’incredibile tesoro di memoria umana in tempo di guerra che è la galleria del Corno di Cavento (a 3.400 m slm è la cima simbolo della guerra bianca in Adamello, contesa dall’esercito austro-ungarico e da quello italiano) con i reperti recuperati negli anni scorsi.

La galleria.

La galleria, di cui erano conosciute l’esistenza, ma non la localizzazione precisa, si è svelata a partire dalla calda estate del 2003 caratterizzata da un importante scioglimento di neve e ghiaccio. Poi, dal 2007 al 2010, è stata recuperata dalla Provincia autonoma di Trento (Soprintendenza per i Beni storico artistici e Servizio Bacini montani) insieme alla Società Alpinisti tridentini e alle Guide Alpine. Dal 2011, attraverso escursioni guidate, è anche visitabile. Una parte degli oggetti recuperati e restaurati, testimone di un’incredibile quanto drammatica vita quotidiana a oltre 3.000 m di quota, è oggi visibile al Museo della Guerra bianca adamellina di Spiazzo.

Il Museo.

Il Museo fa parte della Rete dei Musei della Grande Guerra in Trentino e presenta una collezione di oggetti e memorie provenienti dal fronte Adamello-Carè Alto. La collezione è conservata e valorizzata dall’Associazione storico-culturale della Guerra Bianca Adamellina 1915-18.

Le origini.

Il Museo è nato dal desiderio di Sergio Collini e Giovanni Pellizzari di conservare quanto recuperato sui ghiacciai dell’Adamello-Carè Alto a partire dagli anni Settanta, in seguito al ritiro dei ghiacci che hanno cominciato a restituire reliquie di memoria.

Cosa vedere.

Tra le testimonianze più significative che troviamo nel percorso espositivo, ricordiamo la cartografia austriaca riguardante l’assalto al Corno di Cavento, fotografie del tenente Fabrizio Battanta che partecipò alla riconquista italiana della cima, lettere e documenti di combattenti e reduci. Poi il diario originale del tenente Felix Hecht von Eleda, comandante del presidio austro-ungarico del Corno di Cavento, morto all’età di 23 anni nella difesa di Cima Carè Alto, croci in legno realizzate dai prigionieri russi e slitte recuperate sul ghiacciaio.

L’Associazione.

Il Museo è gestito e curato, dall’Associazione storico-culturale della Guerra Bianca Adamellina 1915-18 di Spiazzo: Giovanni Pellizzari (presidente), Donatella Collini e Franco Cappelli (vicepresidenti), Matteo Motter, Alessandro Salvadori, Aldo Gottardi, Samuel Bonapace, Franco Righi e Adriano Cappelli (consiglieri).

Quando è aperto.

Fino al 10 settembre, da martedì a domenica, ore 15.00 - 18.00. Lunedì chiuso. L’ingresso costa 3 euro, gratuito per gli under 16 e per chi ha con sé la DoloMeet Guest Card.

Obbligo di green pass per l’accesso.

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