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Carisolo, punto d'accesso alla Val Genova


Il nome di Carisolo deriva dal nome del Carice, pianta che cresceva abbondantemente nella zona. Il paese si distende tra le propaggini meridionali della Cima Lancia e la piana compresa tra il fiume Sarca di Val Genova e il Sarca di Campiglio. La parte storica dell’abitato si dispiega attorno alla chiesa di San Nicolò, a cui si arriva con 100 scalini - anche se la chiesa più vecchia è quella di Santo Stefano, soprastante il paese, di cui si parla nella leggendaria spedizione di Carlo Magno. Colpito più volte nei secoli da violenti incendi, il paese è sempre riuscito a risorgere dalle ceneri e a mantenere viva la sua identità.


 

PUNTI DI INTERESSE CULTURALE


1. Chiesa di Santo Stefano

Chiesa cimiteriale che da più di mille anni osserva la val Rendena dall’alto della rupe di granito su cui poggia. Sembra che sia stata costruita prima dell’anno 1000, con successivi interventi, e rispecchia le caratteristiche dell’architettura alpestre. La caratteristica principale sono gli affreschi sui muri esterni della chiesa, tra i quali spicca la raffigurazione della Danza Macabra dipinta da Simone Baschenis. All’interno è dipinta la scena di un battesimo alla presenza di Carlo Magno, con una lunga iscrizione che racconta il leggendario passaggio in Val Rendena del re dei Franchi.

 

2. Antica Vetreria e Museo del Vetro

La Fabbrica di Cristalli, fondata dai soci Pernici e Bolognini, produceva i preziosi oggetti in cristallo di tipo Boemia. Situata all’imbocco della val Genova in un luogo ricco di legname (combustibile) e di torrenti (forza motrice), oltre alla fornace, la parte fondamentale della fabbrica era rappresentata da un possente mulino in cui viene frantumato il quarzo estratto dalla cava vicina. La fabbrica contava circa 70 operai, molti dei quali provenienti dalla Boemia, dall’Alsazia e dalla Lorena, specializzati nell’arte della soffiatura del vetro. La vetreria fu attiva tra il 1805 e il 1888 e le sue produzioni furono apprezzate dalle corti di tutta Europa. Oggi ospita un fornito museo sulla lavorazione del vetro.


3. Eremo di S. Martino

L’Eremo di San Martino, situato proprio a ridosso dell’imbocco della Val di Genova sulle pendici della cima Lancia, è un antico eremitaggio meta di escursioni da parte degli alpinisti già nella seconda metà del ‘600, come testimoniano gli scritti di Freshfield. Situato a 1226 metri si altitudine, colpisce subito il visitatore per il silenzio, la bellezza della natura che lo circonda e le suggestive atmosfere rievocate anche nelle sue leggende, che parlano di tesori, mostri e di un eremita protetto da un orso. Restaurato già a fine ‘800 e nel ‘900, l’eremo è raggiungibile con il sentiero rosso e offre una tra le più belle viste panoramiche sulla val Rendena.


4. Santuario Beata Vergine del Potere

Semplice costruzione con facciata a capanna e tetto a spioventi, nata da un’edicola del ‘500 che venne successivamente inglobata nella cappella. Il santuario attuale risale ai primi dell’800 e presenta un’unica navata chiusa sul fondo da un presbiterio absidato con altare. Nell’altare di destra trova posto un’edicola con la rappresentazione della Madonna col Bambino, in un’iconografia diversa dal consueto nei colori e nell’abbigliamento della Vergine.

 

5. Chiesa parrocchiale di San Nicolò

Separata dalla piazza sottostante da 100 scalini, la chiesa attuale è stata realizzata nella prima metà del ‘700. Sulla facciata principale spicca il grande rosone centrale con l’effige del santo titolare, mentre su quella rivolta a sud è presente una meridiana. L’interno, ad unica navata, è riccamente decorato, con 4 altari laterali in gesso lavorato a finto marmo, in stile barocco. Particolarmente pregiato è l’altare maggiore, in legno policromo, testimonianza dello stile baroccorococò penetrato tardivamente in valle e su cui sono rappresentate scene della Salvezza, dell’Antico e del Nuovo Testamento.


6. Monumento ai caduti

Monumento interamente in granito realizzato nel 1957, sormontato da una statua della Madonna “Regina Pacis” realizzata da Silvio Bottes, alla cui base è stato posto un cannone della Prima Guerra Mondiale proveniente dal fronte dell’Adamello.

 

7. Casa Minighina

Storico edificio del XV secolo posto a valle dell’attuale chiesa di S. Nicolò ed anticamente destinato a luogo di culto, tanto da essere considerata il nucleo originario della chiesa stessa. Ad avvalorare questa ipotesi contribuiscono la presenza di un’acquasantiera in granito e, in un punto un po’ nascosto, l’affresco della Madonna col Bambino, San Nicola e un altro Santo non riconoscibile, purtroppo in cattivo stato di conservazione.


8. Chiesa di S. Vigilio

Risalente a prima del Mille, è uno dei monumenti più importanti del Trentino. All’inizio era solo una piccola cappella, successivamente smantellata e sostituita dall’attuale struttura, con 3 navate sostenute da colonne di granito; a questa ricostruzione appartengono gli affreschi interni del coro e del presbiterio e quelli esterni.
Sui muri perimetrali, i dipinti più famosi sono quelli della Danza Macabra, riparati dalle intemperie dai ripidi spioventi del tetto, e dei Sette Peccati Capitali. Affrescata da Simone Baschenis, la Danza Macabra rappresenta il ballo della Morte, davanti alla quale tutti gli uomini sono uguali; si sviluppa su una lunghezza di 21 metri, con 40 figure complete di didascalie in volgare che illustrano i moniti rivolti dalla morte al genere umano. Sotto la teoria del ballo, si svolge quella dei Sette Peccati Capitali, le cui figure purtroppo sono piuttosto rovinate.

 

9. Masi di Campolo

 


 

 

 

10. Capitello Madonna della Pace

11. Capitello della Madonna del libro

 

12. Capitello di San Nicolò


 

 

 

 

PUNTI DI INTERESSE NATURALISTICO


13. Castagneto

Un tempo ai castagni veniva dedicata una cura particolare: queste piante, infatti, fornivano i frutti (le castagne), il legno, il tannino e le foglie per la lettiera delle stalle. Il castagneto, ripristinato nel 2009, era descritto già nel 1673 dallo storico del Concilio di Trento Michelangelo Mariani. Un’antica tradizione d’origine romana dava la possibilità agli abitanti di Carisolo di piantare alberi di castagne sulla proprietà comunale dai quali poter raccogliere i frutti. Nonostante l’altitudine e le fredde correnti provenienti dalla Val Genova, queste castagne erano molto apprezzate per la capacità di conservazione. Oggi il castagneto è stato ripristinato e arricchito da un variegato percorso salute.


14. Marmitte dei Giganti

Sono delle cavità circolari dalle pareti lisce, interpretati dalle leggende come i pentoloni che i giganti usavano per cucinare, da cui il nome. Il loro aspetto in realtà è dovuto ai ghiacciai che un tempo ricoprivano la val Genova. Al momento del disgelo, i numerosi corsi d’acqua e torrenti che si formavano precipitavano lungo gole e fessure fino a raggiungere le cavità della roccia nascosta sotto il ghiaccio. Scorrendo verso valle, l’acqua, insieme all’azione dei detriti che trasportava, levigava queste rocce arrotondandone i bordi: nel corso dei secoli questi due elementi hanno scolpito le rocce con una forza tale da essere paragonata a quella di un gigante.


15. Val Genova

Solco vallivo percorso dal fiume Sarca di Val Genova che separa i due sottogruppi della Presanella e dell’Adamello, è diventato dimora di folletti, diavoli, streghe e stregoni. L’elemento di spicco della val Genova è la sua selvaggia bellezza, caratterizzata dall’acqua che precipita dai tipici scalini glaciali di fondovalle originando imponenti e fragorose cascate e valli laterali rimaste sospese per la violenta azione erosiva prodotta dai ghiacciai nel periodo Quaternario.


FOCUS ON...


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Audioguide Carisolo

Ritira l'audio guida "Carisolo, il paese che si racconta" alla Pro Loco presso il Municipio, ti suggerirà un percorso lungo il paese attraverso informazioni storico-archittetoniche punti di interesse e meraviglie naturali.

La mappa correlata indica, per punti d'ascolto, le tappe del tragitto da seguire e le stoste per ammirare quanto descritto.

Oppure scarica qui i file audio e scopri la storia in autonomia...



Palazzetto dello sport

Inaugurato nel 2011, dispone di palestra fitness Tecnogym, sala boulder, parete di arrampicata interna, campo indoor per vari sport, bar interno con area bimbi e wi-fi gratuiti, sala massaggi, una sala relax, oltre a due campi da tennis esterni.

Info: Palazzetto +39 0465 503044.


 


Le cartine delle passeggiate family di Carisolo sono in distribuzione presso i Comuni della Val Rendena, le Pro Loco e gli Uffici Informazione dell'Azienda per il Turismo

RICHIEDI INFO

contatti - dove siamo

Ufficio Madonna di Campiglio

+39 0465 447501

Ufficio Pinzolo

+39 0465 501007

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