3 itinerari top per racchette da neve a Madonna di Campiglio

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Tra boschi, pianori innevati e cime dolomitiche, per scoprire la natura al ritmo lento del cammino

 

La neve sa essere affascinante, ammaliante, seducente. Quando il bianco diventa il colore dominante del paesaggio e ricopre cime e radure, la sensazione più bella che si può provare è quella che ti regalano le racchette da neve, chiamate in dialetto “ciaspole”: una totale immersione nella natura, vissuto al ritmo lento del proprio cammino.


Ti suggeriamo qui tre itinerari:

 

  • il Lago di Nambino, per chi vuole provare le ciaspole per la prima volta o vuole iniziare con un percorso “soft”;
  • Dal Monte Spinale al rifugio Graffer: più lungo, attraversa un paesaggio che, non fosse per il colore bianco, ricorda le dune del deserto;
  • Cima Roma: per i più allenati, per ammirare l’imponenza delle Dolomiti dall’alto di una delle loro cime.

 

Verso il Lago di Nambino, per scoprire un paesaggio incantato

È l’itinerario che tutti amano e che tutti possono fare, siano esperti o neofiti delle ciaspole. Con partenza dalla Piana di Nambino, poco a nord di Madonna di Campiglio, il percorso si snoda attraverso il bosco di abeti e larici; il silenzio ti circonda, rotto solamente dai rumori della natura: la neve che cade dagli alberi, l’acqua del ruscello che corre sotto lo strato di ghiaccio, qualche uccellino che canta. Seguendo la traccia battuta, si sale leggermente verso la conca che accoglie il lago di Nambino come in un abbraccio. Quando i fusti dei sempreverde si diradano, il lago ti appare quasi all’improvviso, il consueto colore blu zaffiro estivo sostituito da un morbido manto bianco e liscio, circondato da ripidi pendii che culminano con alte cime frastagliate.
Tempo di percorrenza (andata e ritorno): 1,5 ore
Livello di difficoltà: facile


Dal Monte Spinale al Rifugio Graffer, per camminare tra dune di neve

Hai mai visto un paesaggio montano che ricorda il deserto? È un fatto insolito, ma percorrere l’itinerario che dal Monte Spinale porta al rifugio Graffer rimanda la mente proprio alle sterminate distese di sabbia… solo che qui il colore dominante è il bianco abbacinante delle dune di neve, ricamate dai segni del vento. Il percorso ha inizio dal Monte Spinale - raggiungibile con l’omonima cabinovia – da cui si scende lungo un breve tratto di pista in direzione Grostè, a cui si giunge attraversando i dossi e gli avvallamenti al cospetto delle Dolomiti di Brenta. Il Gruppo dolomitico infatti accompagna la vista per tutto il percorso, offrendo punti di vista nuovi ed insoliti, spuntando dietro un avvallamento oppure apparendo pian pano mentre si risale una duna. Il percorso si può allungare ulteriormente partendo dal centro di Madonna di Campiglio, lungo la forestale che raggiunge la Malga Fevri, per poi seguire la traccia fino al Rifugio Graffer.
Tempo di percorrenza (andata e ritorno): 4,5 ore
Livello di difficoltà: medio-facile


Dal Grostè a Cima Roma, per ammirare lo spettacolo delle Dolomiti

Già, anche con le ciaspole si può provare la soddisfazione di raggiungere una delle cime delle Dolomiti di Brenta, senza dover essere degli esperti alpinisti. Si tratta di Cima Roma, che si può raggiungere con un panoramico itinerario che parte dalla stazione a monte della cabinovia Grostè. Subito fuori dal rifugio Stoppani si risale il bordo della pista, in direzione del passo del Grostè e dell’arrivo dell’omonima seggiovia. Una volta superata la seggiovia ci si lascia alle spalle la zona per sciatori: tutto si fa più lento e silenzioso, il manto nevoso diventa più morbido, scosso solo dal vento che alza piccole nuvole di pulviscoli di neve. A dominare la vista la Cima Grostè, quasi una sentinella posta a controllo del percorso. Si continua inoltrandosi nella conca innevata e soleggiata, con dei dolci saliscendi che movimentano il cammino. Al termine del pianoro inizia un tratto di salita decisa che porta fino alla sommità di Cima Roma. E qui si apre davanti agli occhi un panorama meraviglioso: le Dolomiti di Brenta, la Val di Sole in fondo e, proprio sotto i proprio piedi, il lago di Molveno, un gioiello blu incastonato tra le pietre cangianti e la neve delle Dolomiti.
Tempo di percorrenza (andata e ritorno): 6,5 ore
Livello di difficoltà: media

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