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Giustino


Giustino, dal nome di origine latina, si stende lungo il fianco orientale del Doss del Sabion. Lo stemma del comune raffigura l’arrotino, simbolo dell’emigrazione che segnò profondamente questa comunità, i cui membri erano noti per la loro abilità nell’uso dei vari tipi di legno impiegati nella costruzione della mola (strumento di lavoro dell’arrotino). Il cuore dell’abitato è caratterizzato da possenti case con la parte superiore in legno, portali ad arco e finestre con architravi in sasso a vista o granito lavorato e spesso abbellite con immagini sacre.

 


GIUSTINO: PUNTI DI INTERESSE CULTURALE


1. Casa storica Antonio Masè (Giustino)

Dipinto su facciata est con Madonna Immacolata, S. Luigi e S. Rocco; esempio di risanamento conservativo.


 

2. Casa storica Tisi Banoi (Giustino)

Dipinto facciata ovest con Madonna Addolorata.

 

3. Casa storica Cozzini Giovanni (Giustino)

Dipinto Madonna con Bambino con S. Vigilio, S. Sebastiano e S. Giacomo; opera dei pittori Baschenis di Averara del 1500.

 

4. Casa storica Frizzi Giacomina (Giustino)

Dipinto Madonna con Bambino a ricordo dell’incendio del 1933 e del mitragliamento del 1945.

 

5. Casa storica Masè Attilio (Giustino)

Esempio di architettura tradizionale.

 

6. Chiesa parrocchiale Santa Lucia (Giustino)

La chiesa risale all’inizio del 1200, come dimostra la capsula con le Sante Reliquie, ritrovata nel 1866, che riporta il sigillo del Vescovo di Trento Federico de Vanga (1212-1218); altri documenti del 1244 inoltre menzionano la presenza del cimitero e quindi dell’edificio sacro. La chiesa venne poi più volte ricostruita e modificata nel corso dei secoli, fino al 1866. La facciata principale presenta un ampio portale in granito, mentre l’interno è costituito da un’ariosa navata rinascimentale con lesene ed archi in granito, a 3 campate con volte a crociera. L’altare maggiore in legno dorato risale alla prima metà del 1500, con l’ancona dedicata alla Madonna. Resti di affreschi risalenti all’inizio del ‘500 e attribuiti ai Baschenis sono visibili nella parte meridionale del presbiterio e rappresentano la vita di “Maria Santissima”, la natività di Gesù e la sepoltura di Maria. L’ultimo restauro dell’edificio è stato effettuato nel 2009/2010: in tale occasione la rimozione dell’intonaco ottocentesco dal campanile, dalle facciate esterne e dalle parti interne ha riportato alla luce l’originale struttura del ‘500.

 

7. Municipio di Giustino e cava di quarzo

Il Municipio ha sede in un edificio che era, intorno alla metà del ‘900, la stazione a valle della teleferica che trasportava a valle i minerali estratti nella cava sovrastante il paese. Si tratta di un bell’esempio di archeologia industriale, che ha mantenuto la struttura originaria della costruzione. Nel 1942 le Officine Elettrochimiche Trentine avevano acquistato il terreno per la costrizione della stazione dove convogliare il minerale di quarzo estratto nella cava di Ragada a 1380 m di quota. L’impianto funicolare era teso su alti tralicci e raggiungeva la stazione in paese, dove il quarzo veniva rovesciato nelle tramogge (contenitori appositi) e, attraverso appositi portelli, caricato sugli autocarri. Alle Officine Elettrochimiche Trentine subentrarono nel 1947 i fratelli Gadotti che aprirono la cava di Movlina e prolungarono l’impianto trasportatore. Negli stessi anni la ditta Maffei scopriva l’ottimo feldspato nei pressi dell’abitato di Giustino e Bruno Gadotti le concedeva l’utilizzo di una o due tramogge. L’impianto funicolare di Movlina rimase in funzione fino al 1960 e un anno dopo la stazione a valle cessò completamente la sua funzione. Nel 1982 il comune di Giustino iniziò il restauro dello stabile della stazione per ospitare la nuova sede del municipio.

 

8. Lavatoio Vadaione (Giustino)

 

9. Lavatoio Vadaione via dei tamplei (Giustino)

 

 Massimeno

 

Secondo la tradizione popolare, il paese di Massimeno sarebbe sorto in origine sul pianoro situato a monte della chiesa di San Giovanni. La località dove sorge la chiesa è chiamata “Castel”, toponimo derivante forse dall’antico Castello Massimo, da cui il nome di Massimeno; il primitivo paese fu distrutto poi da una frana o da un incendio, che costrinse gli abitanti a spostare più in basso l’abitato. La Piazza Centrale è tuttora coronata da vecchi e possenti edifici in muratura con caratteristiche sovrastrutture di legno e affreschi murari.



MASSIMENO: PUNTI DI INTERESSE CULTURALE E NATURALISTICO

 

10. Lavatoio (Massimeno)

Fontana quadrangolare in granito con tipico lavatoio coperto.


 

 

11. Affreschi

Massimeno presenta molti affreschi ad ornamento delle case. Tra tutti spiccano l’affresco della “Madonna Addolorata” e quello di “San Rocco”.

 


12. Mulattiera di Massimeno “Salagada”

Costituisce una splendida e ben conservata testimonianza delle antiche strade di montagna della valle: interamente lastricata, veniva un tempo utilizzata per raggiungere i pascoli di Malga Plan e le “case da mont” ove la gente del paese conduceva il bestiame nella stagione estiva e praticava lo sfalcio dei prati. In autunno veniva percorsa in discesa con grosse slitte cariche del fogliame raccolto nel bosco e utilizzato per le stalle. L’usura delle pietre della pavimentazione testimoniano l’intensità e la frequenza d’uso di questa ripidissima ma suggestiva via.

 


13. Chiesetta di San Luigi (Massimeno)

Si erge sulla strada che da Massimeno porta a Bocenago, circondata dal boschi di abeti. Sulla facciata è raffigurato San Luigi in preghiera, con il campanile della chiesa parrocchiale di Massimeno sullo sfondo. L’interno è spoglio, con affreschi restaurati di recente ed un altare in granito.

 

14. Chiesetta di San Giovanni Battista (Massimeno)

Documentata fin dal 1400, è affrescata nel 1534 da Simone II Baschenis e riedificata nel 1694. Secondo la tradizione sorge sulle rovine di una rocca tardo romana presente sul luogo detto “la guardia” e dove furono rinvenute alcune monete, delle armi, uno scheletro con armatura e delle tombe. Gli affreschi rappresentano S. Cristoforo con Gesù fanciullo (a sinistra del portale in granito), Maria Vergine in trono (sopra il portale) e la Madonna del Sepolcro (a destra, sopra l’acquasantiera). Dalla chiesa si può vedere la voragine lasciata dall’attività estrattiva della miniera di feldspato.

 


15. Capitello delle Bàgole (Massimeno)

Fu costruito in località "de le Bàgole" nel 1834 da Pietro Beltrami: vi è raffigurata la Madonna del Rosario con S.Giovanni Battista e S.Antonio da Padova. Pietro Beltrami, mentre lavorava nel suo campo, trovò una lastra di granito (ora il tetto del capitello) sotto cui si trovavano quattro scheletri umani e fece costruire il capitello. Fu fatto restaurare nel 1903 dal nipote Pietro Beltrami.

 

16. Chiesa Madonna di Loreto (Massimeno)

È la chiesa parrocchiale di Massimeno eretta nel 1861 sul luogo di una più antica cappella privata, di cui rimangono i due quadri che ornano il presbiterio. La facciata principale è caratterizzata da a un massiccio portale di granito, mentre l’interno colpisce per la spaziosità dell’unica navata. Particolarmente pregiati sono l’altare maggiore, in marmo bianco e screziato, e la pala d’altare raffigurante la Madonna di Loreto.

 

17. Capitello della Madonna (Massimeno)

L’edicola votiva si incontra sulla strada che porta a Bocenago; come recita l’iscrizione, è stata edificata la prima volta nel 1654 e successivamente più volte restaurata. Costruita per volontà della comunità di Massimeno, l’edicola si trova in un punto di passaggio molto frequentato in passato da coloro che andavano a lavorare nei campi, ed è per questo motivo che è stata sempre mantenuta e restaurata.

 


18. Calchera (Massimeno)

Resti dell’antico forno utilizzato per la produzione di calce, risalente al XIX secolo.

 

19. Capitello di Martìn (Massimeno)

Il capitello riporta la raffigurazione della Deposizione di Cristo e altri due riquadri: a sinistra S. Martino che aiuta il povero e a destra S. Antonio Abate che medita sulla frase del Vangelo "Vai, vendi quello che hai, dallo ai poveri, vieni e seguimi". Nella parte superiore del capitello c’è la scritta “era Madre di Dio”; sembra che in origine ci fosse scritto "Voi che siete la Madre di Dio per mia madre vi voglio anche io". Poco distante dal capitello sulla destra si vedono i resti di una casa da "mont" utilizzata fino agli anni ‘60 (tutta la zona era tenuta a prato e sfruttata come pascolo).

 

20. Larici forati per l’estrazione del largà (trementina)

Larici secolari alla cui base è ancora possibile vedere un grosso foro con “tappo”. Veniva praticato per l’estrazione del largà. Si estraeva dallo zoccolo della pianta tramite un foro obliquo poi chiuso con un tappo in legno per permettere alla cavità di riempirsi di resina; in seguito veniva estratta con un apposito strumento di ferro. La distillazione della resina permetteva di ottenere la trementina, utilizzata in medicina per la cura di diversi casi. L’attività di estrazione cessò dopo gli anni ’50, con l’introduzione della trementina chimica.

 

Le cartine delle passeggiate family di Giustino e Massimeno sono in distribuzione presso i Comuni della Val Rendena, le Pro Loco e gli Uffici Informazione dell'Azienda per il Turismo

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