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Madonna di Campiglio, la perla delle Dolomiti

 

Nacque a fine XII secolo, quando fu costruito un ospizio con chiesetta, eretto su quella che era una delle più importanti vie di transito attraverso le Alpi verso le regioni germaniche, passo Campo Carlo Magno, utilizzato anche, secondo la leggenda, da Carlo Magno e Federico Barbarossa. Dal 1500 l’ospizio perse progressivamente di importanza, fino a quando fu comprato nel 1868 da Giovan Battista Righi di Strembo: da questo momento inizia la storia turistica di Madonna di Campiglio. Righi trasformò il convento nello Stabilimento Alpino, che accolse molti ospiti e alpinisti illustri e dove si riunirono per la prima volta i membri della Società Alpina del Trentino (poi SAT) che venne fondata proprio qui nel 1872. Qualche anno dopo, Righi a sue spese costruì la strada di collegamento con Pinzolo (l’attuale via vecchia), a quel tempo considerata una delle più belle vie delle Alpi. Alla sua morte, l’attività fu portata avanti da Franz Josef Osterreicher, che restaurò e ammodernò gli edifici dello stabilimento, creando il Grand Hotel Des Alpes di Campiglio. Proprio questo hotel ospitò la principessa Sissi (1889 e 1894) e l’imperatore Franz Josef (1894) per la loro villeggiatura. Nata come stazione turistica estiva per la nobiltà mitteleuropea, nel 1910 un gruppo di “skiatori inglesi” scoprì la bellezza invernale di Madonna di Campiglio, elevandola al rango di stazione sciistica tra le più belle dell’arco alpino. Da quel momento la Perla delle Dolomiti è entrata nella storia dello sci, grazie anche ai grandi eventi sportivi internazionali che ha ospitato, come la 3Tre, mitica gara di sci che si è disputata qui per ben 55 anni e che torna il 18 dicembre 2012.

 


PUNTI DI INTERESSE CULTURALE



1. Chiesa Santa Maria Antica

La Chiesa di santa Maria Antica è un edificio in granito in stile neogotico-tirolese di fine ‘800. L’interno è ad unica navata con soffitto a capriate lignee. Il pulpito, il confessionale e il rivestimento delle pareti del coro sono stati donati dalla casata d’Austria; altro legame con la famiglia reale è rappresentato dalla tomba di Joseph Osterreicher. Preziose opere d’arte sono il crocifisso in stile nordico del XIII secolo (secondo la tradizione donato da Carlo Magno durante il suo passaggio in Val Rendena) e il trittico sopra l’altare (seconda meta del 1400). I muri sono decorati con vetrate policrome.

 

2. Salone Hofer

All’interno della struttura dell’hotel Des Alpes, l’antico Stabilimento Alpino, si trova questo prestigioso salone delle feste. Il nome deriva dalla presenza dei dipinti in stile liberty realizzati da Gottfried Hofer. La grande tela sulla parete dell’entrata, svolgendo un tema puramente fantastico, ritrae le Dolomiti di Brenta viste dalle pendici del Monte Spinale, con i primi fanciulli che abitavano questi luoghi che rendono omaggio alla figura dolce e modesta della Vergine con il Bambino.
Il quadro della visone della Madonna sullo Spinale è importante per il fatto che il titolo fornisce la prima attestazione del nome di questa località, Madonna di Campiglio, ribadito poi in una monografia dedicata al paese scritta nel 1900.
Sulla parete opposta, in due medaglioni dallo sfondo dorato, il pittore ha raffigurato i volti dei due augusti sovrani, la principessa Sissi e l’imperatore Franz Josef.

 

3. 3Tre, stadio dello slalom

La 3Tre è per eccellenza la prova di slalom della Coppa del Mondo di sci alpino. Nata nel 1948 dalla fantasia di Rolly Marchi come tris di competizioni (slalom, gigante e libera), la 3Tre ha sempre mantenuto intatto il suo fascino e la sua spettacolarità.
Le nevi del Canalone Miramonti, che il 18 dicembre 2012 sarà di nuovo sotto i riflettori mondiali, hanno visto il passaggio di tantissimi grandi atleti del Circo Bianco, dai leggendari protagonisti della Valanga Azzurra degli anni Settanta al campionissimo Alberto Tomba. Nell’Albo d’Oro della 3Tre si trovano i campioni Zeno Colò, Gustav Thoni, Piero Gros, Ingemar Stemmark e i giovani atleti dello slalom moderno.

 

4. Piazza Imperatrice

A ricordo delle tante passeggiate che Sissi, accompagnata dalla guida alpina Dallagiacoma, fece durante i suoi soggiorni a Madonna di Campiglio, lungo il sentiero che sale al Monte Spinale c’è il cosiddetto Sasso di Sissi (o piazza Imperatrice), che indica il punto in cui la sovrana amava sostare e ammirare il panorama. Il “Sasso della Sissi” riporta la scritta in italiano e in tedesco: ”A memoria-erinnerung 6 – 14 sett. 1889” è testimonianza della presenza nella valle dell’augusta imperatrice.

 

5. La principessa Sissi

Proprio agli inizi della sua storia di rinomata stazione turistica alpina Madonna di Campiglio potè beneficiare di un lancio davvero “regale”, quando negli ultimi decenni del 1800 ospitò in due occasioni, nel 1889 e nel 1894, la corte imperiale asburgica e altri illustri rappresentanti dell’aristocrazia d’Europa. Soprattutto la Principessa Elisabetta di Wittelsbach, la famosa “Sissi”, e l’Imperatore Francesco Giuseppe lasciarono a Campiglio e nella valle ricordi vivi e profondi in occasione dei loro soggiorni, dove alternavano le passeggiate verso le cime del Brenta, accompagnati dalle locali guide alpine, ai sontuosi ricevimenti nei saloni del “Gand Hotel Des Alpes”.
La vita per l’imperatrice trascorreva tra le consuete attività sportive e soprattutto in lunghe, interminabili passeggiate, con cui tentava in un qualche modo di placare la sua irrequietezza e la montante malinconia, acuitasi ulteriormente dopo il suicidio del figlio, erede al trono.

 

6. Giovanni Battista Righi

Nato a Strembo nel 1830, fu l’uomo dalle mille idee e dai mille progetti, padre della nascita e dello sviluppo del turismo a Madonna di Campiglio. Acquistò i terreni dell’ospizio di Campiglio dalla Curia di Trento, compì l’impresa dispendiosa di realizzare la strada di collegamento tra Pinzolo e la nascente località e, tra molte difficoltà, trasformò i fatiscenti fabbricati dell’ospizio nel comodo Stabilimento Alpino, che accolse i primi turisti della montagna (poi trasformato nel Grand Hotel Des Alpes che ospitò i sovrani austriaci). Per conto della Società Alpinisti Tridentini (fondata proprio con una riunione nello stabilimento di Campiglio nel 1872) costruì il rifugio Lares ed aveva ipotizzato la realizzazione di un rifugio sul Mandrone, oltre ad una ferrovia da Pinzolo a Condino, in val del Chiese. La morte improvvisa, il 16 agosto 1882, troncò tutti i suoi piani.

 

7. Franz Josef Osterreicher

Con la morte di Giovanni Battista Righi si era conclusa la prima parte della storia moderna di Madonna di Campiglio. I suoi eredi, per fare fronte ai tanti debiti accumulati, furono costretti a vendere gran parte dei beni acquistati dal padre. L’acquirente scelto fu Franz Josef Oesterreicher: inizia per Campiglio una vera età d’oro, all’insegna di una nuova imprenditoria in grado di aprire il paese a mercati prestigiosi e importanti.
Franz Josef Oesterreicher fu accompagnato per tutta la sua vita da una voce popolare: quella di essere nientemeno che il figlio illegittimo dell’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe d’Asburgo, che aveva favorito l’acquisto di Campiglio per “sistemare” il figlio in un bel luogo, ma lontano dalle malignità della corte viennese. Nel 1894, dopo due visite della celeberrima Sissi, direttamente da Vienna, a Campiglio arriverà addirittura lo stesso imperatore (evento più unico che raro).
Fino alla Grande Guerra Madonna di Campiglio vivrà una vera età magica, diventando luogo di soggiorno prediletto degli Asburgo e dell’alta borghesia austroungarica. Lo Stabilimento Alpino di Righi diventò, con l’Oesterreicher, quel Grand Hotel Des Alpes destinato ad ospitare tanti illustri ospiti.

 

8. Monumento ai pionieri dell’alpinismo e Museo delle guide

Opera dell’artista Silvio Bottes, rappresenta una semplice e ardita guglia su cui arrampica una guida alpina, ormai giunta all’ultimo metro dell’ascensione. Alle guide alpine è dedicato anche il Museo delle Guide Alpine e delle Genti di Campiglio (c/o chalet laghetto): testimonianze e ricordi delle storiche famiglie di guide alpine e di tutti coloro che con il loro valore e le loro gesta hanno resa famosa Madonna di Campiglio.

 

9. Golf club Campo Carlo Magno

Quando Fritz Osterreicher decise di trasformare parte dei terreni situati a Campo Carlo Magno ereditati dalla casa imperiale d’Austria in un campo da golf, sicuramente dovette affrontare grossi problemi tecnici e di mano d’opera. Nonostante ciò, era il 1919, la sua lungimiranza ebbe il sopravvento. Si affidò al più grande giocatore di golf di quei tempi, Henry Cotton, che progettò ed attuò il campo, che fu funzionante fin dal 1921, ma affiliato alla Federazione Italiana Golf solo nel 1923. Fu così il terzo campo da golf in Italia, dopo quello dell’Acquasanta a Roma e quello di Menaggio e Cadenabbia, affiliati rispettivamente nel 1907 e 1911, ma anche il primo assoluto, per altitudine, in Europa.
Da allora, il percorso ha subito alcune modifiche e migliorie, come la creazione delle doppie partenze, ma nell’insieme il campo nato a 9 buche è così rimasto. Il campo si contraddistingue per un panorama di una bellezza assoluta sulle Dolomiti di Brenta ed è immerso nel Parco Adamello Brenta. Dispone di campo pratica, putting green, pitching green, club house.

 

10. Malga Fevri

Testimonianza della passata economia rurale.

 

 

PUNTI DI INTERESSE NATURALISTICO


11. Dolomiti di Brenta

Unico gruppo dolomitico ad ovest dell’Adige, le Dolomiti di Brenta sono da più di un secolo meta di alpinisti ed escursionisti da tutto il mondo ed offrono una straordinaria varietà di ascensioni, percorsi attrezzati e sentieri, oltre a decine di rifugi e bivacchi in quota. Il gruppo si estende per circa 40 Km in direzione nord – sud, e per circa 12 km est - ovest.

Ha come confini naturali a nord la Valle di Sole, ad est la Valle di Non, il Lago di Molveno e la Paganella, a sud le Valli Giudicarie, e ad ovest la Val Rendena. L’intero gruppo del Brenta è compreso nel territorio del Parco Naturale Adamello-Brenta. Le Dolomiti di Brenta si connotano per i suggestivi torrioni di roccia, che all’alba e al tramonto si tingono del caratteristico colore rosa, e per l’imponenza degli scenari naturali. Tra le cime più famose, il Crozzon di Brenta, cima Tosa, cima Brenta, Campanil Basso e i 3 Castelletti di Vallesinella.


12. Cascate di Vallesinella

Siamo di fronte allo spettacolo dell’acqua che prorompe dalle rocce per frangersi in rivoli e in cascate di ogni forma, che poi si riuniscono in un torrente limpidissimo e di nuovo si aprono in nuovi salti. Divise in Cascate alte, Cascate di mezzo e Cascate basse, sono collegate fra loro dal rio Vallesinella e hanno uno sviluppo complessivo di poco più di un chilometro.

 

13. Val Brenta

Un tempo via di accesso principale alle Dolomiti di Brenta, la val Brenta rappresenta uno dei più suggestivi scenari alpini che si possono ammirare nel Parco Naturale Adamello Brenta. L’ambiente nella bassa e media valle, pur privato della splendida faggeta che ne ricopriva i versanti fino alla fine del 1800, in seguito sostituita dalle aghifoglie, conserva ancora i caratteri della vita pastorale di un tempo, che ruotava attorno alle due malghe Brenta Bassa e Brenta Alta, da cui si può ammirare la maestosità del Crozzon di Brenta, tra le cime più famose del gruppo.


 

 

Le cartine delle passeggiate family di Madonna di Campiglio sono in distribuzione presso i Comuni della Val Rendena, le Pro Loco e gli Uffici Informazione dell'Azienda per il Turismo

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contatti - dove siamo

Ufficio Madonna di Campiglio

+39 0465 447501

Ufficio Pinzolo

+39 0465 501007

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