Castello di Santa Barbara

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La rocca di Lodrone, o Castello di Santa Barbara, fu la pià antica sede della nobile casata dei Lodron.

La rocca di Lodrone o Castello di Santa Barbara

Il mistero delle originiLe origini della rocca di Lodrone, o Castello di Santa Barbara, sono ancora oggi avvolte nel mistero, tant’è che non è chiaro se sia da riferire ad esso la citazione castrum de summo lacu, riportata in un documento datato al 1086, oppure al Castello di San Giovanni, posto sul lato opposto della piana di Storo su di uno sperone di roccia affacciante sul lago d’Idro.

I Conti LodronIl castello o rocca di Lodrone, detto anche dal 1600 di Santa Barbara, fu la sede della casata dei Conti Lodron, a partire almeno dalla seconda metà del XII secolo, come risulta da un documento del 1185 nel quale un certo Calapino di Lodrone compare in veste di feudatario dei conti di Appiano. In un documento di pochi anni successivo (1189) il principe vescovo di Trento investì del castello di Lodrone tredici uomini di Storo, che subentrarono allo stesso Calapino di Lodrone. Nei documenti dei secoli successivi la fortificazione compare nuovamente come proprietà dei conti Lodron.

La roccaforte militareIl maniero fu progressivamente abbandonato a partire dal secolo XVI, quando i conti gli preferirono le più comode residenze di fondovalle, costruite in riva al fiume Caffaro (Palazzo Caffaro) e a Lodrone (Palazzo Bavaria). Assieme a castel Romano (Pieve di Bono-Prezzo) e castel San Giovanni (Bondone) è connotato da una tipologia costruttiva in cui spiccano le caratteristiche militari. Presenta infatti elementi tipici di una vera roccaforte, essendo stata concepita e costruita nei secoli in cui residenzialità e connotati bellici erano uniti in un’unica soluzione architettonica.

La cinta murariaLa cinta muraria è compatta, senza aperture, ed eretta con ciclopici massi di granito lavorati con accuratezza tale da ridurre al minimo le commessure. In molti punti misura oltre due metri di spessore mentre in altezza si sviluppa per circa sei metri. Il tracciato segue una linea spezzata ed è strettamente connesso alla torre mastio in modo da presentarsi come un castello-torre dal perimetro poligonale con sperone che si estende verso la montagna. L’accesso al castello era garantito da un’unica porta che permetteva di giungere alla corte, mentre una seconda apertura introduceva alla torre.

Gli spazi interniLe strutture interne sono quasi interamente rovinate, per cui solo la fantasia del visitatore che osserva le vuote occhiaie delle finestre a tutto sesto con le cornici lavorate a rozzo bugnato riesce a intuire l’assetto originario del vasto e quadrato edificio a torre. Al lato nord di esso era appoggiata una torretta che aveva funzioni di estrema difesa.

A fianco della torre, in direzione sud ed est, il complesso fortificato era completato da alcuni fabbricati, destinati probabilmente ai servizi, e da una piccola torre semicircolare.

L’assedioNel 1439 il castello fu espugnato dal Piccinino dopo un violentissimo bombardamento. Risale probabilmente alla successiva ricostruzione la decorazione con palle da cannone in pietra inserite nell'orditura muraria.

Le ultime attestazioniGli Atti visitali dal 1727 al 1768 ricordano la cappella di Santa Barbara che si trovava all’interno del castello.

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