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Sant'Antonio di Mavignola, zona di masi e ex alpeggio

 

Frazione del comune di Pinzolo, S. Antonio di Mavignola si distende su un colle formato da un ammasso di detriti morenici risalenti ad epoche post-glaciali. La sua popolazione un tempo era costituita per la maggior parte da famiglie contadine provenienti da Pinzolo, che in estate portavano su questi pascoli il loro bestiame, prima di raggiungere le malghe situate ad altitudini maggiori. Sembra che il primo nucleo del paese sorgesse in località Milegna, dove oggi si possono ammirare antichi masi ed edifici dedicati alla pratica dell’alpeggio.

 


PUNTI DI INTERESSE CULTURALE


1. Forte Clemp

Sorge sulla montagna sovrastante l’abitato e a pochi passi dai Masi di Clemp, a circa m. 1545 di quota; si tratta di un’opera difensiva permanente austriaca e si presenta come un sito di grande interesse storico. La fortificazione è raggiungibile salendo lungo un camminamento parzialmente interrato rinforzato sul lato est da un muro eretto con blocchi e con schegge di granito locale.
Il lato est della fortificazione è rivolto verso la Valle di Campiglio ed è attraversato da due file sovrapposte di feritoie verticali per fucile: trentotto sono visibili nella fila inferiore, trentuno in quella superiore. Il sito militare di Clemp aveva una posizione dominante ed avvantaggiata da una grande possibilità di osservazione che spaziava dalla Valle di Campiglio a Carisolo: era sufficiente appostarsi presso gli adiacenti Masi di Clemp per osservare una parte del gruppo dell’Adamello ed anche la dorsale montuosa che separa la Val d’Amola e la Valle di Nardis.


2. Chiesetta di S. Antonio

Edificata prima del 1300, per molti anni fu affidata alla custodia di un’eremita. La chiesa presenta il tetto a capanna coperto di scandole di larice, mentre le pareti esterne sono abbellite da vari affreschi eseguiti dai Baschenis; tra le varie raffigurazioni spicca la Deposizione di Cristo, con la Vergine e i santi più cari alla valle, dipinta sopra il portale di accesso. L’interno è a pianta rettangolare con un piccolo altare di granito; gli affreschi rappresentano il Cristo Pantocrator con i simboli dei quattro evangelisti, la Madonna in trono con il Bambino, sui lati Sant’Antonio e Santa Barbara.


3. Capitello Santa Teresa, capitello di San Giuseppe, capitello dalla Struscia, capitello di Pimont Bas

Sono strutture architettoniche religiose cristiane di piccole dimensioni, che nascono da un culto popolare tramandato nei secoli. Normalmente un capitello veniva costruito come ex voto per uno scampato pericolo, come una carestia o una pestilenza, ma anche come strumento di aggregazione della comunità cristiana, che presso di esso si riuniva in preghiera.

 

4. Borgo storico e affreschi

Dal centro del paese, seguendo le stradine che portano verso valle, si incontra la parte più antica del paese, dove è possibile ammirare le architetture rustiche di un tempo, arricchite da notevoli affreschi, come quello della Madonna in trono, attribuito alla scuola dei Baschenis.


5. Fontana/lavatoio

Caratteristica fontana con tipico lavatoio coperta.

 

6. Masi Milegna

Appartenevano ad alcune famiglie di Pinzolo che li abitavano prima di monticare la malga Ritorto, qualche centinaio di metri sopra, e vi ritornavano nella tarda estate, prima di rientrare nelle abitazioni a valle. Milegna è uno dei tipici masi di montagna, un agglomerato di edifici privati, relativamente concentrati in un’area a pascolo, sottratta ai boschi e alla natura. Isolata dagli altri masi e ristrutturata, Casa Capot è una tipica baita di montagna, con la base di sasso di granito e i grossi tronchi di larice. Capot era il soprannome di una famiglia di giuristi che risiedeva a Pinzolo in una maestosa casa patronale; la casa di montagna era destinata all’alpeggio delle bestie e, nel contempo, era il simbolo del benessere e della ricchezza della famiglia.

 

7. Masi storici Limeda, maso Mistrin, maso Prabonoso, masi Fogajart, masi Clemp, masi di Cavaipera

Il maso è una abitazione rurale che consta, solitamente, di un fienile, una stalla e una piccola stanza adibita alla cottura dei cibi e alla preparazione del formaggio.
Il fienile, la stalla, e la cucina possono essere compresi in un unico edificio oppure il fienile e la stalla possono essere lontano dall’abitazione della famiglia contadina. Lo stile di costruzione e l’impiego dei materiali variano a seconda delle zone: prevalentemente legno nelle valli ricche di foreste; legno e muratura laddove l’apporto di pietra e calce non era particolarmente difficoltoso. Il maso, poi, in quanto antica abitazione della famiglia contadina, è attorniato da prati destinati allo sfalcio o al pascolo.

 

8. Via vecchia

Nel 1875, Giovanbattista Righi di Strembo, autore della nascita e dello sviluppo turistico di Madonna di Campiglio, a costo di grandi sacrifici e a spese proprie, costruì la strada di collegamento tra Pinzolo e il nuovo insediamento turistico. 13 importantissimi chilometri che formarono quella che era considerata una delle più belle strade dell’arco alpino; dopo aver lasciato i boschi di Pinzolo, la strada raggiungeva dapprima l’abitato di Mavignola, con lo splendido panorama offerto dalle Dolomiti di Brenta, e poi Madonna di Campiglio, che deve l’inizio del suo splendore proprio a questa fondamentale via di comunicazione.

 


9. Insediamento rurale di Pimont

È un piccolo insediamento, esposto a sud sulle pendici del Doss del Fò: il suo nome significa difatti “ai piedi del monte”. Con le facciate degli edifici rivolte a mezzogiorno, si dispone a cavallo della via, che al centro del paese si apre in una piazzetta raccolta attorno alla fontana usata un tempo per lavare il bucato.
Le case di Pimont portano le tracce degli ultimi che vi hanno abitato e della loro organizzazione sociale: qui vivevano stabilmente quattro famiglie, tra le quali esistevano precise differenze sociali. Tre di esse erano semplici famiglie contadine, proprietarie di pochi capi di bestiame, dai quali derivavano prodotti a ma- lapena sufficienti per l’auto-sostentamento; esse condividevano gli spazi di lavoro e svolgevano attività comuni. La quarta era una famiglia di contadini agiati, che lavorava per proprio conto i prodotti del proprio bestiame, più numeroso.

 

10. Vecchio acquedotto fogajard

 

11. Fornas

 

 

PUNTI DI INTERESSE NATURALISTICO


12. Val Brenta

Un tempo via di accesso principale alle Dolomiti di Brenta, la val Brenta rappresenta uno dei più suggestivi scenari alpini che si possono ammirare nel Parco Naturale Adamello Brenta. L’ambiente nella bassa e media valle, pur privato della splendida faggeta che ne ricopriva i versanti fino alla fine del 1800, in seguito sostituita dalle aghifoglie, conserva ancora i caratteri della vita pastorale di un tempo, che ruotava attorno alle due malghe Brenta Bassa e Brenta Alta, da cui si può ammirare la maestosità del Crozzon di Brenta, tra le cime più famose del gruppo.

 

13. Val Nambrone

Ricca di acque e di boschi, la Val Nambrone si sviluppa per circa 9 chilometri nel settore sud-orientale del Gruppo della Presanella, tra il massiccio della Presanella e la cresta Monte Nambrone – Monte Serodoli, che la separa dalla Valle di Campiglio. Di origine glaciale, ma priva dei caratteristici “gradini”, la Val Nambrone è percorsa dal Sarca di Nambrone che ha origine dall’omonimo lago. Una evidente asimmetria caratterizza i due versanti orografici della valle: quello di sinistra è ripido e poco esteso, mentre quello di destra si addentra fino al cuore del Gruppo della Presanella con le due valli di Amola e Cornisello. Aspro e selvaggio nella parte superiore e nelle convalli, nel tratto inferiore della Val Nambrone l’ambiente si caratterizza per la vegetazione rigogliosa e la ricchezza di acque, la presenza di insediamenti (come quello rurale di Pimont all’imbocco della valle) e numerose malghe.    

 

14. Valagola

Si apre oltre la bellissima foresta del Cantin, il cui isolamento, insieme all’oculata gestione attraverso i secoli da parte delle Regole di Spinale e Manéz, ne hanno consentito un’evoluzione naturale e il mantenimento dei caratteri assai vicini a quelli propri di un bosco alpino allo stato vergine. Uscendo dalla foresta si raggiungono le rive del piccolo lago di Valagola dalle sponde erbose, sulle quali si affaccia la rigogliosa foresta di abeti. Il lago si inserisce nel paesaggio come un elemento di grande tranquillità, quasi in contrasto con la maestosità delle cime che si specchiano nelle sue acque verdi.



FOCUS ON...


“La Rampagada”

Dal 1977 la Proloco GS Mavignola organizza ogni agosto questa gara podistica, il cui percorso attraversa la splendida Val Brenta. La gara viene proposta su due distanze: una di 5 km riservata alle famiglie e a coloro che desiderano passare un pomeriggio all’aria aperta, intorno ai masi di Plaza, ed una di 14,065 km (equivalente ad un terzo di maratona) per atleti amatori e coloro che si vogliono misurare su una distanza importante e su un percorso impegnativo, anche per il dislivello totale superato. Fatica e sudore che saranno ampiamente ripagati dalla bellezza e varietà del percorso che attraversa una delle zone di più alto pregio del Parco Naturale Adamello Brenta.

 

 

Le cartine delle passeggiate family di Sant'Antonio di Mavignola sono in distribuzione presso i Comuni della Val Rendena, le Pro Loco e gli Uffici Informazione dell'Azienda per il Turismo

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contatti - dove siamo

Ufficio Madonna di Campiglio

+39 0465 447501

Ufficio Pinzolo

+39 0465 501007

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