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Pinzolo, il cuore della Val Rendena

 

Il paese di Pinzolo si distende da una costa all’altra della valle, incorniciato dalle pendici del monte Dossone ad ovest, della cima Lancia a nord e del Doss del Sabion ad est, a cui si raccordano le Dolomiti di Brenta. Il nome di Pinzolo, in base alla tradizione, è legato al fiume Sarca, che spazzò via con un’inondazione il vecchio abitato di Baldino, risparmiando, secondo una versione, solo una “pinza” (angolo) di quel lembo di terra, secondo un’altra interpretazione un solo pino (pin sol). Attualmente, l’abitato è costituito da tre frazioni, Baldino (il centro più antico), Carera (che corrisponde alla parte centrale del paese) e Ruina. A Pinzolo fu istituito nel 1952 il primo Corpo di Soccorso Alpino Italiano.

 

 

PUNTI DI INTERESSE CULTURALE


1. Chiesa di San Vigilio e affresco Danza Macabra

Risalente a prima del Mille, è uno dei monumenti più importanti del Trentino. All’inizio era solo una piccola cappella, successivamente smantellata e sostituita dall’attuale struttura a 3 navate sostenute da colonne di granito; a questa ricostruzione appartengono gli affreschi interni del coro e del presbiterio e quelli esterni.
Sui muri perimetrali, i dipinti più famosi sono quelli della Danza Macabra, riparati dai ripidi spioventi del tetto, e dei Sette Peccati Capitali. Affrescata da Simone Baschenis, la Danza Macabra rappresenta il ballo della Morte, davanti alla quale tutti gli uomini sono uguali; si sviluppa su una lunghezza di 21 metri, con 40 figure complete di didascalie in volgare che illustrano i moniti rivolti dalla morte al genere umano. Sotto la teoria del ballo, si svolge quella dei Sette Peccati Capitali, le cui figure purtroppo sono piuttosto rovinate.

2. Monumento al moleta e passeggiata degli emigranti

Posto all’entrata del paese, il monumento è stato realizzato nel 1969 con le offerte degli emigrati rendenesi che si trovavano all’estero. L’opera è nata per ricordare la grande emigrazione degli arrotini della Val Rendena, che girarono il mondo con la loro attrezzatura per affilare lame e coltelli. A completare il ricordo di questo fenomeno sociale c’è la Passeggiata degli Emigranti, un singolare marciapiede nel quale sono inserite 92 tavole di granito che raffigurano i paesi e le città del mondo verso cui emigrarono gli abitanti della valle.

 

3. Affreschi di Sergio Trenti

Nato a Trento, Sergio Trenti si stabilì a Pinzolo nei primi anni ’70, dove svolse molteplici lavori. I suoi dipinti si possono ammirare passeggiando per le strade dei paesi della Val Rendena, in particolare a Pinzolo, Carisolo, S. Antonio di Mavignola e Madonna di Campiglio. In queste opere i temi della storia, della memoria e delle tradizioni svelano la percezione del mondo della montagna che l’artista aveva, interpretati con verità e poesia.
7 peccati mortali: affresco che sovrasta la casa dei sette peccati capitali, chiamata così per il mistero che avvolgeva le volte sorrette da colonne di sasso.

La rugia: affresco con la raffigurazione della forza motrice dell’acqua e i lavori ad essa collegati.

Caretèr

La vecia

 

4. Chiesetta di San Gerolamo in Baldino

Già nel Medioevo i monaci dell’Ospizio di Madonna di Campiglio usarono questa chiesetta come loro succursale, per raccogliere le offerte e come base per l’evangelizzazione. La chiesetta conserva un altare ligneo dorato, del 1600 circa, con la rappresentazione di San Girolamo che scrive la Bibbia e della Madonna Addolorata.

 

5. Capitello dal rùnc

Costruito ai primi del ‘900, alla conclusione dei lavori di consolidamento degli argini del Sarca effettuati dall’impero austro-ungarico a seguito delle piene di fine Ottocento. L’edicola presenta tre facce: una indicava la strada per Pinzolo, una quella per Carisolo e l’ultima quella per S. Antonio di Mavignola.

 

6. Casi da munt Maniva, Valastun, Calchera, Sarzana


7. Monumento Sat – Nepomuceno Bolognini

Monumento in ricordo del patriota Nepomuceno Bolognini, fondatore, insieme a Prospero Marchetti, della SAT. Quest’imponente opera è composta da due forme svettanti che tendono ad unirsi e vuole idealizzare i grandi amori del Bolognini, la Patria e la Montagna. Alla base si aprono delle lastre di granito, a rimarcare la nascita a Pinzolo di questo grande personaggio.

 

8. Monumento delle guide alpine

La guglia di granito, su cui sono riportati i nomi delle guide alpine scomparse, è stata scelta una trentina di anni fa in Val Genova da Clemente Maffei Guerét (scalatore e alpinista di Pinzolo) e sistemata nel parco del Ciclamino poco lontano dal monumento a Nepomuceno Bolognini.

 

9. Monumento Adamello Collini

Monumento in in memoria di Adamello Collini, storica guida alpina, nato il 19 luglio 1890, e vissuto negli anni bui dell’occupazione nazista. Aiutò centinaia di disertori tedeschi e di prigionieri angloamericani ad attraversare le imponenti glaciazioni che dominavano la Valle di Genova al fine di raggiungere la Svizzera. Scoperto e arrestato dalle SS affrontò un atroce destino morendo il 12 febbraio 1945 a Melk, sottocampo di Mauthausen, luogo di tortura e di martirio per migliaia di deportati politici.

 

 

 

 

10. Mulattiera puntera di caio, terrazzamenti e muretti a secco

I muretti a secco erano usati per delimitare i terrazzamenti ed erano realizzati sostanzialmente in due tipologie:

• Muro costruito con pietre grezze del posto selezionate di varia forma e dimensione.
• Muro costruito con pietre semilavorate o lavorate di dimensioni notevoli anche di provenienza diversa dal luogo di costruzione.

Le pietre si pongono in modo da far coincidere il più possibile i contorni correggendone il profilo eventualmente con pietre più piccole e riempiendone i vuoti tra l’una e l’altra. Dalla precisione di tale composizione, un vero e proprio mosaico o puzzle, dipende la durata e la solidità del muro stesso.
I terrazzamenti sono una soluzione adottata in agricoltura per rendere coltivabili territori di particolare e accentuata pendenza e sono stati costruiti in molte località collinari o montuose fin dal Cinquecento scavando in piano parti collinari poi delimitate dai muretti che sostengono il terreno formando una sorta di scalino. La mulattiera era un caratteristico sentiero in acciottolato delimitato da muretti a secco su entrambi i lati. Questo tipo di mulattiera era realizzato per raggiungere “i monti”, ossia i pascoli e i boschi più in quota, dai quali portare a valle legna e raccolti ed erano adatte anche al passaggio degli animali da soma. Per la loro manutenzione ordinaria e straordinaria gli abitanti dei paesi di montagna si erano dati delle regole molto rigide.

 

 

PUNTI DI INTERESSE NATURALISTICI

 

12. Castagneto

FOCUS ON...

Baby little home

Una struttura accogliente che consente alle mamme e ai papà di occuparsi dei loro piccoli. È infatti un luogo protetto e sicuro dove è possibile cambiare il bambino, scaldare e preparare il biberon ed allattare.
Dispone di un parcheggio esterno per il passeggino, poltrona per allattamento, fasciatoio, mensole di appoggio, tavolini da gioco e seduta aggiuntiva per chi accompagna. Sono a disposizione:
- scalda biberon

- bollitore

- cestino mangia pannolini

- dispenser igienizzatore

- teli monouso
Spazio per allattamento, cambio e nanna presso il Ristorante Bar Prà Rodont e presso il Rifugio Doss del Sabion (all’arrivo della seggiovia). Presso le Funivie di Pinzolo è disponibile un fasciatoio e uno spazio per il cambio.

 

 

Le cartine delle passeggiate family di Pinzolo sono in distribuzione presso i Comuni della Val Rendena, le Pro Loco e gli Uffici Informazione dell'Azienda per il Turismo

RICHIEDI INFO

contatti - dove siamo

Ufficio Madonna di Campiglio

+39 0465 447501

Ufficio Pinzolo

+39 0465 501007

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